Pareri dei soci

URBANIA  e  FERMIGNANO
Le terre e le “acque” di Donato Bramante, nella Valle dell’alto Metauro fra
Rinascimento ed Archeologia Industriale
Domenica 2 ottobre 2022

In una bellissima domenica mattina ottobrina di sole, a Urbania (PU), i Soci delle 100 Città hanno potuto visitare i tesori custoditi nei Musei Civici dello splendido quattrocentesco Palazzo Ducale.  Ad accogliere i numerosi soci, oltre al Cav. Giulio Finocchi, l’Assessore al Turismo dott.ssa Nadia Bocconcelli, cui il Presidente Arch. Filiberto Bracalente ha donato una copia della prestigiosa rivista  (foto 1). Il socio Prof. Aldo Cecini ha introdotto con la sua solita maestria e competenza alla Mostra “Il Cardinal Bessarione Abate a Casteldurante e Federico di Montefeltro” ospitata nel Palazzo stesso. (foto 2) Una bravissima guida ha illustrato, oltre a tantissime altre opere e curiosità: le lettere autografe del cardinal Bessarione e di Federico da Montefeltro, lo splendido dipinto “La Madonna della neve” del Barocci, i due rari globi del Mercatore, il più grande geografo del Rinascimento, nonché la monumentale acquaforte del “Corteo trionfale di Carlo V a Bologna”, lunga 12 metri. Infine i Soci, al termine di una passeggiata nell’incantevole “Loggia panoramica”, hanno potuto godere della suggestiva vista dal “Torrione panoramico” sull’ansa del fiume Metauro. (foto 3) Al termine, prima di uscire, i soci hanno posato per una foto ricordo nel cortile-chiostro (foto 4). Al termine della mattinata, lauta colazione con cucina tradizionale locale presso l’Agriturismo “Ca’ Gentiluccio” a Fermignano, immerso nel paradiso della campagna del Montefeltro. Nel pomeriggio visita alla “Torre delle milizie con il medioevale ponte a tre archi” sul Metauro a Fermignano. Complesso monumentale di fondamentale importanza strategica nel contesto della viabilità a tempo del Duca Federico da Montefeltro(foto 5).  I Soci sono stati accolti dal Sindaco dott. Emanuele Feduzi, cui il Presidente ha donato una copia della rivista Le Cento Città. (foto 6) Adiacente al complesso monumentale è stato visitato lo storico “Lanificio Carotti”, gioiello di Archeologia Industriale, ora destinato ad eventi culturali, spettacoli etc(foto7). Al suo interno è in funzione una piccola “Centrale idroelettrica”, splendido esempio di produzione di energia rinnovabile già a servizio del Lanificio stesso, acquistata nel 2005, restaurata e modernizzata dall’Ing. Giovanni Pagliardini il quale ha gentilmente accompagnato di persona i Soci a visitarla, illustrando tutte le caratteristiche dell’impianto e anche alcune curiosità. Anche a lui il Presidente ha donato una copia della rivista (foto8). Al termine dell’Uscita nella terra del Montefeltro i socidell 100 Città delle Marche hanno posato per un’ultima foto ricordo.

Corrado Paolucci


CON  LE CENTO CITTA’ , VIAGGIO IN UN ROMA “INCONSUETA”

Una gita a Roma è un qualcosa che si fa sempre volentieri. Non importa se il ritorno nella Capitale va puntualmente ad aggiungersi ad altre numerose visite del passato, per ciascuno di noi: perché lo stimolo ad assaporarne periodicamente le bellezze non viene mai meno. E’ una meta dello spirito, con la sua storia millenaria.
Anche la nostra Associazione delle Cento Citta’ delle Marche ha voluto inserirla nel suo carnet-viaggi annuale, nelle giornate di sabato 4 e domenica 5 giugno, ma con un itinerario inconsueto e stimolante, capace di integrare al meglio per tutti le diffuse conoscenze che si hanno della Città eterna.
Va detto nel merito che il pacchetto turistico conteneva una prima destinazione “a latere” rispetto ai punti programmati del viaggio, un fuoriprogramma emozionante nella campagna di Velletri, nei Colli Albani, atto a predisporci al meglio alle “egregie cose” che avremmo visto in seguito. La nostra socia Carla Martella ha voluto ospitare il gruppo dei gitanti nella tenuta di famiglia “la Giannettola”, al centro di un paesaggio vitivinicolo di rara bellezza che culmina nella visione di una splendida torre posta al culmine di un tratturo in salita, sorta di punto terminale di guardia del bel possedimento agricolo.  La nostra amica, persona di squisita ospitalità,  ha accolto il gruppo con  modi semplici e disponibili, aperti a una colloquialità piacevole e spontanea, nel suo delizioso ed elegante abito da tenuta agreste, particolarmente adatto alla circostanza. Abbiamo gustato grazie a lei un pranzo di portate scelte atto a non appesantirci troppo nel prosieguo del viaggio, accompagnato dall’assaggio degli ottimi vini della casa, bianchi e rossi di uve note e meno note, con le bottiglie contrassegnate da etichette personalizzate, anche sulle ali dei venti più conosciuti. Il fratello di Carla fungeva da esperto anfitrione e guida all’enologia locale, con visita mirata in cantina.
Seguiva il trasferimento a Roma per la prima visita ufficiale del viaggio, alla Villa Farnesina, edificata ai primi del Cinquecento per volontà di Agostino Chigi, ricco banchiere di origine senese, oggi di proprietà dell’Accademia Nazionale dei Lincei: “una delle più nobili e armoniose realizzazioni del Rinascimento italiano -come viene descritta-, un’opera in cui il progetto architettonico e la decorazione pittorica si fondono in un’unica, mirabile sintesi”. Infatti, “nella sobria articolazione volumetrica e spaziale della Villa, concepita dall’architetto Baldassarre Peruzzi, si inserisce alla perfezione il ricco programma decorativo dell’interno, realizzato ad affresco da sommi maestri come Raffaello, Sebastiano del Piombo, Giovanni Antonio Bazzi detto ‘il Sodoma’ e lo stesso Peruzzi”. La Villa porta oggi il nome e la memoria dei Farnese, a cui pervenne nel 1579. Visionare la bellezza dei suoi equilibri armonici esterni e la ricchezza dei dipinti alle pareti ha rappresentato per tutti momenti di larga suggestione emotiva.
La sosta notturna era all’hotel Casa Valdese, non lontano da Castel Sant’Angelo (la cui imponente mole in visione scura e notturna mi conduce regolarmente a intravedere quasi la presenza sulla corte esterna in alto di Mario Cavaradossi della pucciniana Tosca che dà l’addio alla vita prima di essere fucilato – una deformazione lirica di cui chiedo venia -). L’albergo è una struttura semplice ma funzionale, dotata di tutti i confort di prima necessità, anche con riguardo alla colazione del mattino.
Un momento di raro piacere gustativo era rappresentato la sera dalla succulenta cena presso il noto ristorante Giggetto al Portico d’Ottavia, nel ghetto ebraico, vicino al quale s’erge l’imponente struttura della sinagoga romana. E’ stata una scelta particolarmente felice da parte degli organizzatori: il colpo visivo delle larghe fiamminghe di fritto in cui campeggiava di tutto, dai carciofi alla giudia al baccalà, era da “effetto speciale”, e di grande bontà all’assaggio.
La visita nella mattina di domenica agli scavi di Ostia Antica, raggiunta attraverso un percorso fluviale in battello sul Tevere  (due ore circa dall’imbarco a Ponte Marconi) con dovizia di spiegazioni a bordo, da parte del “capitano”, della flora e della fauna del luogo, era la destinazione più rilevante della programmata trasferta romana.
Lasciarsi trasportare lungo il fiume era già di per sé rilassante, oltre al piacere della scoperta di un luogo mai prima frequentato, che pure non focalizza nelle opposte rive siti naturali di spiccato interesse. Sapevamo del resto di non navigare lungo il Mississippi. Ma pronta allo sbarco era la sorpresa: di incamminarci all’interno di un luogo dove si respira una sacralità di passata memoria, dove il tempo conduce al richiamo di un’epoca lontana. Addentrarsi per il fitto intreccio di strade e di dimore pubbliche e private, di un’Ostia Antica miracolosa sul piano della conservazione,  dove i resti perfettamente “leggibili” ti danno il senso di una continuità remota che mai viene meno, a dispetto di un millenario silenzio; ti porta quasi a immaginare di poter almeno per qualche istante ritornare indietro nel tempo, a duemila anni prima. La stessa sensazione che si prova ad aggirarsi per le strade di Pompei o all’interno dei Fori Imperiali a Roma, dove capita di pensare di vivere in una dimensione diversa. Ostia Antica è con Pompei il sito archeologico più grande del pianeta. E quando, durante la passeggiata,  siamo entrati in un locale di mescita pubblica perfettamente conservato, con la superficie  del banco luminosamente istoriata (un perfetto bar di allora), ci è venuta la tentazione  di ordinare una bibita.
Non si poteva concludere meglio di così (con l’aggiunta del pranzo presso il ristorante Osteria dei Melograni prima del ritorno), una gita densa di stimoli culturali e anche, perché no?, enogastronomici (che dei primi è peraltro corollario imprescindibile) , per l’organizzazione della quale innalziamo ai vertici attuali delle Cento Città un peana di sentito ringraziamento. Solo il caldo soffocante di queste due intense giornate ci è stato nemico: Ma, si sa, al Cielo non si comanda.

Fabio Brisighelli 


SULLE ORME DI PIERO DELLA FRANCESCA

Viaggio in Toscana delle Cento Città

Riccardo Belliconi

Quanto sono stato bene quando ho avuto modo di partecipare al tour di Napoli, veramente piacevole ed interessante, cosi mi sono espresso con la mia amica che fa parte dell’Associazione. Ho proseguito chiedendo, ora che la situazione sanitaria è  migliorata, non organizzate più nulla. Ma certo, c’è un tour, di quattro giorni, in Casentino nella bassa Toscana, sento se c’è qualche posto disponibile.
Così è nata la mia partecipazione da non socio.

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1° giorno
Viaggio in pullman, tranquillo senza pensieri, sonnecchiando, opportunamente distanziati. Si arriva a San Sepolcro, prima tappa, dove ci attende la nostra guida, la Sig. Gianna – scopriremo poi la sua preparazione e competenza – che, dopo i saluti di benvenuto e una Sua presentazione, esordisce con ” ci si vede da Piero”.
Chi  è questo Piero? naturalmente Piero della Francesca, nativo di San Sepolcro e  maestro della prospettiva, il cui spirito ancora oggi aleggia nella cittadina tanto da essere considerato un amico presente. Il polittico della Madonna della Misericordia, privato della cornice originale e ricomposto su di una base essenziale, ed il Cristo risorto sono le opere più significative presenti nella Pinacoteca comunale. Esempi di uno studio matematico che ha permesso di realizzare un tipo di pittura molto moderna per quei secoli. Mentre il fondo oro del polittico rimanda a gusti gotici o primo Rinascimento con il Cristo risorto c’è tutta  l’espressività  del  Rinascimento  nelle forme  e nei  colori. E’  un’ opera di grande impatto emozionale. Nel pomeriggio trasferta a Monterchi, dove è possibile ammirare la Madonna del parto, opera conosciutissima forse la più nota, dove le doti di pittore si sovrappongono a  quelle di matematico. Avevo già avuto l’occasione di vederla nella chiesa campestre di Santa Maria di Momentana, dove originariamente era collocata. Ricordo ancora  quel giorno di tarda primavera: l’opera esprimeva pienamente il valore mistico e devozionale per cui era nata. La collocazione attuale sicuramente la preserva dai danni del tempo, l’ambiente è climatizzato e sono controllati luce e igrometria. L’opera nulla perde nei valori pittorici e prospettici che tanto hanno reso famoso l’autore ma perde sicuramente nel significato più profondo. Rientro e pernottamento ad Arezzo dove, come ultima visita della giornata, ammiriamo il Santuario di S. Maria delle Grazie con il portico monumentale e  l’altare di Andrea della Robbia in pietra e maiolica, abbinamento inconsueto ed interessante.   

2° Giorno
Visita della città di Arezzo partendo dal Duomo (sec. XIII-XIV). La nostra guida evidenzia le bellissime vetrate in particolare quelle realizzate da Guillame De Marcillat (sec XVI) e sulla navata sinistra un affresco di “Piero”. Proseguendo verso la Pieve di S. Maria, caratterizzata dalla doppia facciata,  abbiamo attraversato le logge del Vasari e Piazza Grande sede del tradizionale mercato antiquario. Abbiamo così incontrato, attraverso la visione delle loro opere, i Maestri che ci accompagneranno nel nostro tour: Piero della Francesca, Giorgio Vasari  e i della Robbia: un tuffo nel Rinascimento toscano. Di seguito la visita alla Basilica di S. Francesco per ammirare la Cappella Bacci  con  gli affreschi della Storia della vera croce  che “Piero” ha realizzato ispirandosi alla “Leggenda aurea” di Jacopo da Varagine. Splendido il crocifisso a fondo oro di un allievo di Cimabue che troneggia nell’unica navata con lo sfondo degli affreschi. Nel pomeriggio abbiamo visitato la casa del Vasari. Palazzetto rinascimentale con pareti e soffitti da Lui affrescati.Ambienti piccoli a destinazione domestica, non siamo in un palazzo di famiglia nobile, vivibili anche oggi, se fosse possibile, con un bel giardino panoramico e  l’orto. Entusiasmante : una location a 5 stelle s. La nostra guida, la Sig.Gianna, è stata sempre disponibile, competente ma forse un po’ maniacale nel rispetto dei tempi. Per guidare un gruppo serve fermezza ma un po’ di flessibilità fa sempre piacere anche per meglio assaporare la bellezza dei luoghi.

3° Giorno
Direzione il borgo di Stia, località del Casentino, territorio famoso per la lavorazione della lana e dove si è sviluppata una delle prime realtà industriali di fine ottocento per la lungimiranza della famiglia Lombard. A Stia nel luogo dell’originario opificio è stato realizzato il Museo della lana. Questa visita, che  sembra poco pertinente con le finalità del tour, è stata molto interessante per conoscere la realtà sociale della popolazione che viveva in quei luoghi. Il Casentino infatti è famoso anche per la stoffa che ha preso il nome dalla zona ed è usato dai più famosi creatori di moda. Molto apprezzata dalle signore del gruppo il negozio della fabbrica per curiosare ed acquistare. Breve visita al centro storico ed alla Pieve con interessanti opere.  Direzione Poppi sempre nel Casentino per visitare il castello dei conti Guidi. Posto in posizione dominante presenta all’interno un’ardita scala a sbalzo, che a vista appare molto ripida ma in realtà risulta molto agevole a farsi, ed un’importante biblioteca. Visita al borgo di Poppi caratterizzato da una serie continua di portici e alla Basilica di S. Fedele con un importante crocifisso ligneo.

4° Giorno
Partenza per Cortona, città di origine etrusca, con sosta alla chiesa di S. Margherita da Cortona, protettrice della città. C’è una novità nell’organizzazione, ad aspettarci non c’è la sig. Gianna ma Achel, un ragazzo altrettanto preparato che confidenzialmente ci spiega le origini del suo nome. Visita alla porta etrusca e poi alla cattedrale. Qui abbiamo modo di constatare l’elasticità e la disponibilità della nuova guida che, contrariamente al programma, ci permette di visitare il museo diocesano contenente l’Annunciazione del Beato Angelico. Proseguiamo la visita della città, ci attende uno spettacolare panorama sul lago Trasimeno. Siamo sempre accompagnati da Achel che mantiene una presenza molto discreta ma  attenta. Verso le 13 un saluto, le guide non si sono mai fermate a pranzo con il gruppo, per libera scelta nonostante siano state invitate. Il tour sta volgendo al termine con il ritorno alle varie città di residenza dei partecipanti; Fano, Ancona e Civitanova Marche.

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Purtroppo anche le cose belle hanno una fine; era venuta a crearsi una calda cordialità anche nei confronti di chi come me era un “intruso”. Un gruppo molto accogliente sicuramente merito dei partecipanti ma anche dei comuni interessi e dell’ottima organizzazione della Carousel (Grazia). Più che dignitoso l’albergo che ci ha ospitato e accolti con gentilezza e disponibilità; i pasti, “da gruppo” non particolarmente attenti alla cucina locale ma tutto questo riveste poca importanza. D’altra parte questi giorni tutti noi ci siamo nutriti di arte, cultura, bellezza, socialità e siamo stati ospiti, almeno con la fantasia, di casa Vasari in compagnia di “Piero”  e dei della Robbia.

Grazie e a presto per una nuova avventura.


 

Ho apprezzato la sintetica presentazione tua e del Presidente.
Avrei preferito l’introduzione dei nuovi Soci in persona, è mia opinione che il peso di una Associazione venga dalla caratura dei suoi associati. Sempre sorpreso  dalla “ potenza” della bella Rivista che, nella presentazione di un numero, supera il tempo del discorso programmatico del Presidente e rappresenta il 55% del bilancio preventivo.

Sinceri Saluti,
Sergio Palma

 



Viaggio a Macerata 12 giugno 2021

Sabato 12 giugno è stata una data veramente importante per la nostra associazione, infatti dopo sette mesi esatti abbiamo avuto il piacere di riprendere  le nostre consuete attività  con visite in loco e ci siamo ritrovati nel settecentesco Palazzo Buonaccorsi a Macerata.
La giornata è stata piacevole, abbiamo iniziato la visita proprio nel cortile dello steso Palazzo, attenti al distanziamento ed alle norme attuali,  dove ci ha accolto il nostro Presidente Filiberto Bracalente insieme all’Assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta, la Presidente di Macerata Cultura Paola Ballesi, nostra socia e la dott.ssa Anna Bartolozzi Crali.  Successivamente ci siamo divisi in due gruppi, uno, ha visitato la mostra “Tra Cielo e Terra” dedicata a Tullio Crali, uno degli ultimi  futuristi in sintonia con questa città che ha dato i natali a figure come Ivo Pannaggi, Vladimiro Tulli e Umberto Peschi.  Paola Ballesi ci ha accompagnato illustrando magistralmente le opere di Tullio Crali  i suoi collegamenti ed i risvolti filosofici  del percorso di questo artista fedele sino alla fine alla sua scelta futurista ed ai suoi punti di riferimento.  Nel  frattempo, l’altro gruppo, guidato dall’attuale  presidente della nostra associazione, ha visitato il Museo Civico al piano nobile e, tra le altre opere e tecniche interattive di allestimento (la piccola sala dedicata all’Accademia dei Catenati ha suscitato grande interesse), si è soffermato davanti alle statue originali ed altri reperti dell’orologio di piazza del ‘500, che di seguito abbiamo potuto ammirare nella sua attuale versione all’ora precisa in cui queste statue escono ed effettuano un giro di saluto attorno alla statua della Vergine.
Dopo la Torre dell’orologio abbiamo visitato  nella Biblioteca  Mozzi Borgetti la mostra “La Specola dei Mondi d’Oriente”.  Anche li ci siamo divisi in due gruppi, uno ha visitato la stupenda antica biblioteca, una delle più importanti delle Marche,  guidati  dal dott. Pavoni………………..; l’altro ha visitato la mostra dei Mondi d’Oriente, accompagnato dal nostro presidente; siamo rimasti colpiti dalla bellezza dello spazio nel quale la mostra è ospitata insieme alla profondità e alla  chiarezza con cui è stato messo in rilievo il costante interesse degli studiosi e missionari maceratesi per l’Oriente, oltre ai noti Padre Matteo Ricci e Giuseppe Tucci, anche  Antelmo Severini, Cassiano Belligatti e, Teodorico Pedrini.
A pochi passi ci siamo fermati a pranzo nel ristorante “Le Vere Italie”, degustando ottimi vini ed alcune specialità locali.

Nel pomeriggio abbiamo fatto una breve sosta allo Sferisterio accolti dall’Assessore all’ Urbanistica Silvano Iommi, nostro socio, dove ci hanno omaggiato con un ricordo filatelico per i Cento anni di rappresentazioni operistiche in questo edificio.

L’ultima sosta, dopo un breve viaggio a Piediripa per visitare l’avveniristica struttura architettonica dell’azienda “Med Store” dove siamo stati ricevuti dal Sindaco di Macerata Sandro Parcaroli e da suo figlio Stefano Parcaroli, proprietario dell’azienda. Oltre ai saluti di rito da parte del  Sindaco, questi si è intrattenuto amichevolmente con noi in una interessante discussione sulla comunicazione e sulla possibile diversificazione del settore dell’elettronica e dei media di cui si occupa l’azienda.    

Una giornata ricca di spunti culturali utili per comprendere meglio  ogni volta il passato ed insieme il presente della nostra regione ai fini di promuovere uno sviluppo organico e senza fratture; una giornata per rivederci finalmente  con il piacere dell’amicizia.

Patrizia Scaramazza

 

 


Uscita a Montegiorgio, Falerone, Belmonte Piceno  Domenica 13 Settembre 2020

E’ stato un piacere incontrarci e condividere con i Soci una nuova gita alla scoperta delle bellezze della nostra fantastica Regione. Abbiamo cominciato subito alla grande con l’incontro presso il teatro di Montegiorgio, uno dei teatri storici più belli delle Marche, dedicato al musicista Domenico Aleona. Dopo i saluti dei Sindaci di Montegiorgio, Michele Ortensi, e Belmonte Piceno, Ivano Bascioni,  Il  presidente dell’Archeoclub sezione di Montegiorgio, Francesco Pasquali, ha relazionato su “Il teatro e l’opera di Domenico Andreoni”. A seguire l’interessante intervento del nostro socio AlbertoPellegrino che ha completato la descrizione del teatro. “Già dal 1770 Montegiorgio aveva un piccolo teatro realizzato in un salone del primo piano del vecchio palazzo comunale. A causa del numero limitato di posti e la difficoltà di eseguire opere di restauro, nel 1869 l’architetto locale Giuseppe Sabbatini venne incaricato di realizzare un progetto per un nuovo teatro, che doveva occupare l’intera superficie del vecchio palazzo comunale. Nel 1891 fu inaugurato l’edificio che nel tempo prese nomi diversi da Teatro dell’Aquila, teatro Giuseppe Verdi e infine nel 1945 fu intitolato a Domenico Aleona. Se la storia forse non ha riservato al musicista i giusti riconoscimenti, Montegiorgio mantiene vivo così il ricordo di uno dei suoi cittadini più illustri. Il teatro è un gioiellino di arte neoclassica e al suo interno sono visibili bei dipinti dell’ascolano Giovanni Picca e decorazioni in stucco bianco e oro di Salomone Salomoni. “ A seguire sono intervenuti il Sindaco Ivano Bascioni e la dott.ssa Benedetta Ficcadenti che hanno introdotto il sito archeologico di Belmonte Piceno e le recenti scoperte testimoniate nel Museo Archeologico Comunale che abbiamo visitato nel pomeriggio. La mostra permanente, Inaugurata il 4 ottobre 2015, racconta la tortuosa storia dei reperti della necropoli attraverso documenti storici d’archivio e fotografie d’epoca. Altra scoperta della mattinata è stata il teatro romano, testimonianza dell’antica città romana di Falerio Picenus. La struttura, in ottimo stato di conservazione, è datata all’inizio del I sec. d.c., dedicato all’imperatore Tiberio Claudio e con restauri di età antonina La giornata ha avuto anche un momento enogastronomico molto interessante rappresentato dall’ottimo pranzo presso il Ristorante Oscar e Amorina e la visita con degustazione presso la Cantina Lumavite a Rapagnano. Dopo una giornata piena di scoperte ed emozioni siamo rientrati.

Franca Saccucci

 

 


Assemblea estiva dei soci 26 luglio 2020

SI RIPARTE! Questa è la frase usata dal Segretario Giorgio Scalise per la convocazione dell’Assemblea Estiva dei Soci delle “Centocittà” per il 26 luglio 2020. Bellissima, Emozionante e Partecipata la prima riunione Conviviale post lockdown. Un immenso piacere ritrovarsi con i Soci nel segno dell’Amicizia e Convivialità, nella splendida location del “Symposium di Cartoceto (PU)”. L’Assemblea dei Soci è stata aperta dalla Presidente uscente Donatella Menchetti che ha relazionato sulla parte di programma svolto nell’anno 19/20 che per la nota pandemia non ha potuto attuare nella sua interezza. Il Nuovo Presidente per l’anno 20/21 Filiberto Bracalente ha illustrato la propria relazione programmatica comprensiva oltre che delle visite culturali nella Regione anche delle due gite previste e non potute realizzare (viaggio a Matera e Viaggio in Toscana).
E’ stato presentato da Franco Elisei il N° 70/71 della Rivista “le Centocittà” nonché un supplemento di Nando Cecini sui luoghi poco conosciuti delle Marche. L’Assemblea si è conclusa con un bel momento musicale proposto da Sauro Nicoletti. E’seguita una ricca e gustosa Cena servita ai tavoli dallo chef Lucio Pompili, proprietario del locale, e il suo Staff. Sia il servizio per la cena che la disposizione dei tavoli rispettavano il distanziamento sociale richiesti dalla normativa vigente. Grande voglia di incontrarsi, dunque, per proseguire la consueta attività Culturale e Conviviale (navigando a vista….covid permettendo) sotto la guida del Nuovo Presidente Filiberto Bracalente.

Michele  

 


Visita a Cupramarittima  27 giugno  2021

Dopo essere passata un’infinità di volte nel comune di Cupra, scopro con stupore e una certa emozione che lungo la statale adriatica a ridosso dell’antica fascia costiera sono state ritrovate alcune ville romane. In particolare di una è stato portato alla luce il Ninfeo che restaurato, mostra pareti e pavimento autentici, mosaici e dipinti del I secolo d.C. illustranti attività di pesca e di vita marinara. In particolare salta all’occhio su sfondo azzurro-mare un “Ippocampo” circondato da creature marine. Poco distante, un po’ più in alto rispetto alla strada statale 16, abbiamo visitato il parco archeologico comprendente il foro romano e il tempio della dea Cupra. Altra suggestione: sullo sfondo del mare adriatico “Cupra e la sua Dea”. Una Dea fortemente legata al culto dell’acqua, Dea protettrice della fecondità-fertilità. L’acqua che trasmette la vita. Veramente interessante il centro storico di Marano ove si notano materiali edili pregiati, riutilizzati, provenienti dall’area del foro di Cupra marittima. Pausa per un gradevole pranzo a base di pesce. Poi visita al famosissimo museo di malacologia ove si possono ammirare conchiglie da tutto il mondo. Nello stesso luogo visita alla mostra del dott. Patrizio Marcelli: ceramiche nel mare, miti, sogni e inquiete presenze. Molto originali e piene di colori. Cupra la ricorderemo come un luogo denso di emozioni, realtà che dal passato possiamo percepire ancora vicino a noi.

Maria Clotilde Brancadoro Costantini


Visita ad Urbino  10 ottobre 2021

Quando si visita una città  ricca di storia e di arte come Urbino ,non si può non rimanerne affascinati. La recente uscita del 10 Ottobre dell’associazione Le Cento Città  per visitare la mostra del Perugino ed alcune stanze del Palazzo Ducale, è stata molto ben organizzata nonostante le difficoltà  relative alle misure di contenimento della diffusione del virus messe in atto presso le mostre suddette. Nonostante queste, la visita è stata resa appagante da Filiberto Bracalente , past president e guida straordinaria e appassionata che ci ha illuminato durante tutto il percorso sugli aspetti storici e artistici delle opere viste. Ottimo il pranzo e molto piacevole la compagnia di tutti i soci presenti.

Marcello Matteucci


Arcevia 22 novembre 2021

La giornata è nebbiosa ed il percorso offre la visione del tipico paesaggio collinare
marchigiano, dove tra i boschetti e i piccoli centri urbani spiccano i fazzoletti di terra coltivata strappata alla vegetazione, con geometrie risalenti  all’originario paesaggio mezzadrile.
Dalla nebbia si erge Arcevia, la “perla dei monti”, soleggiata e luminosa che domina il mare di nebbia che si estende lungo la valle del Misa. Arcevia è al centro di un vasto territorio che comprende nove castelli: piccoli e piccolissimi centri collinari che soffrono della crisi demografica e soggetti a continuo spopolamento. Nell’incontro con il sindaco viene sottolineata questa realtà, e vengono riferite le proposte di lavoro di squadra con gli altri Comuni della vallata, per identificare dei percorsi culturali tematici che aumentino l’attrazione turistica della zona.
Arcevia in realtà ha tutte le potenzialità per essere riferimento culturale. La Collegiata di San Medardo nasconde tesori artistici: un meraviglioso altare di maiolica invetriata di Giovanni Della Robbia e due tavole di Luca Signorelli. La visita al Museo Archeologico Statale all’interno del complesso conventuale di San Francesco, conferma che l’area ha una storia millenaria di presenza umana già nel paleolitico, esponendo reperti ottenuti da scavi nel territorio arceviese, fino alla necropoli gallica di Montefortino dove sono state trovate le corone di foglie in lamina d’oro, conservate in parte nello stesso Museo, in parte nel Museo archeologico delle Marche ad Ancona.
Nello stesso complesso di San Francesco è ospitata la collezione di artisti arceviesi del ‘900 e contemporanei: gli scultori Ruggeri e Mannucci, il pittore Bruno D’Arcevia ed opere di Giuseppe Gigli, un pittore contemporaneo che tra l’altro, ha eseguito una emozionante “Pietà” esposta nella cappella del Sacramento nella Collegiata di san Medardo.
Dopo una eccessiva pausa enogastronomica, la visita al Museo del Giocattolo (“Museogiocando”) a Piticchio. Qui Giovanni Catella ospita una collezione di oltre 4.000 pezzi, grazie alla sua passione per il modellismo, frutto di 40 anni di ricerche in giro per il mondo: locomotive e treni che attraversano montagne, passano gole e giungono alle stazioni. E modellini di auto di ogni marca dai primi modelli ai nostri giorni. Un Museo che renderebbe felici tutti i bambini!
Arcevia e i suoi castelli meritano un approfondimento e un ritorno.
Se Arcevia è la patria di tanti artisti significa che il clima che si respira, il paesaggio, l’architettura, la storia, l’ambiente culturale sono un insieme di elementi che hanno contribuito alla crescita di tanti grandi artisti.

Nelvio  Cester


 

 

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