Emanuele Scorcelletti e il suo “PROGETTO MARCHE”

 

di Alberto Pellegrino

scorcelletti-fotoEmanuele Scorcelletti nasce nel 1964 nel Lussemburgo da padre jesino e madre francese, frequenta l’Istituto Nazionale di Fotografia e Cinematografia di Bruxelles, quindi si trasferisce a Parigi ed entra a far parte dell’agenzia fotogiornalistica Gamma e collabora con alcune importanti riviste internazionali come Vogue, Harper’s Bazaar, Sunday Times, Glamour, Vanity Fair. Nel 2002 ha ricevuto il premio World Press Photo per la categoria Arte e Cultura, dal 2010 lavora come freelance. Realizza degli importanti fotoreportage come quello sulla caduta di Berlino, ma la sua passione per il cinema lo spinge a lavorare in questo mondo particolare e, grazie anche al fatto che parla cinque lingue, si dedica al backstage frequentando tutte le principali prime cinematografiche e i festival internazionali del cinema, realizzando servizi fotografici su molti personaggi cinematografici molto noti, facendosi apprezzare per il suo stile molto personale, perché egli usa rigorosamente il bianco e nero in un ambiente dominato dal colore: scorcelletti-foto-4“Dovevo battere la concorrenza – dice Scorcelletti – e lì, il colore, imperava. Dovevo distinguermi. Fare qualcosa che andava controcorrente e il bianco nero mi sembrava perfetto: elegante, raffinato, giusto per quelle facce così note sui rotocalchi e schermi tv, nessuno si aspettava di vederli travestiti nelle tonalità del grigio”. Arriva così il successo internazionale, ma a questo punto non si sente più realizzato a pieno: “Ho sempre fotografato con il cuore e la mia discrezione ha conquistato la fiducia di moltissime delle persone che ho incontrato”. Scorcelletti ha sentito il bisogno di allontanarsi dal glamour cinematografico e ha scoperto le Marche, la terra dove è nato suo padre, dove è andato alla ricerca delle sue radici culturali, mettendo a punto un suo personale progetto che rappresenta una riflessione iconografica sul significato delle sue origini e della sua appartenenza. E’ nato così un profondo legame con la regione marchigiana che ha percorso in largo e in lungo scattando qualche migliaio d’immagini cariche di un intimo lirismo. Scorcelletti ha lavorato in analogico con la sua Leica M, per cui le sue fotografie, in questo tempo dominato dal digitale, sembrano opere realizzate aprendo i cassetti della memoria. scorcelletti-foto-3Grazie proprio alla loro espressività materica, queste immagini raccontano un mondo e un modo di viere ancora scandito dal ritmo delle stagioni e dal ciclo della terra, la visione di una moderna Arcadia dove gli esseri umani vivono ancora in accordo con la natura. Il lavoro di Scorcelletti sulle Marche è stato selezionato nel 2016, insieme alle opere di nostri grandi autori, per rappresentare la fotografia italiana in Francia. In questo progetto egli ha saputo conciliare l’innata eleganza compositiva, che contraddistingue la fotografia italiana, con l’efficacia e la rapidità dello sguardo che caratterizzano la cultura fotografica francese.

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